In caso di tempesta

Nel caso che il cielo diventasse scuro e minacciasse tempesta, la “rezdora” metteva nell’aia una zappa e il “gaväl” (la paletta) con dentro le braci che toglieva dal camino. Le sistemava in modo da formare una croce e poi radunava i bambini a faceva recitare:

Santa Bärbra e san Simón
difendiss dal sajetti a dai trón,
dal fogh e dala fiama.
E dala morta subitana
liberamus Domine

Se c’erano familiari fuori casa la “rezdora” aggiungeva:
“E bendì tutt la famja”

trad.

Santa Barbara e San Simone
difendeteci dalle saette e dai tuoni
dal fuoco e dalla fiamma
e dalla morte istantanea
liberaci Signore

Venivano chiamati i bambini perché era opinione diffusa che le preghiere dei bambini valessero di più.

È interessante notare come la morte “subitana” cioè istantanea, dal momento che non dava il tempo di ricevere i sacramenti, era considerata una brutta morte.

Le bracia dovevano servire a bruciare alcune foglie di ulivo benedetto. Da questa usanza deriva il detto “Bruza l’oliva” che si usa, spesso in modo scherzoso,  quando si avvicina una persona  poco gradita come la tempesta