Preghiera della sera

Alla sera, mentre si andava a letto, mia zia Rita di Porporano, ci faceva recitare le preghiere della sera (al bén). “Su ragas, dzi su ‘l bén”.

Solitamente era è la seguente:

A vagh a lét
con Domine Parfet,
con Domine Signor,
con Cristo Salvator,
con l’Angiolen bianch
e la Madònna inans
ch’la m’à ditt ch’a dorma
e ch’a m’ ripoza
e ch’a n’apja paura
äd nissuna coza

trad.

Vado a letto
con Domine Perfetto,
con Domine Signor,
con Cristo Salvatore,
con l’Angiolino bianco
e la Madonna davanti
che mi ha detto che dorma
e che mi riposi
e che non abbia paura
di nessuna cosa

(Domine Parfet penso fosse lo Spirito Santo, Domine Signor il Padreterno e Cristo Salvatori Gesù Cristo. La Madonna viene citata dopo dell’Angelo custode per motivi di rima ma poi viene specificato che gli è davanti ,“inans”.)

 

Uno degli esempi più belli di questo tipo di preghiere è la seguente preghiera della sera che veniva recitata in casa dei miei parenti di Monticelli (Famiglia Masini):

Sgnór a v’ringrasi
äd la bónna giornäda ch’a mi dè,
al mè papà, ala mè mama,
e ai mè fradè.
A tutti quanti il creaturi dal mond,
ai bón,
ai cativ,
ai viandant
e ai povor agonizant.
Sgnór la mè alma a v’arcmand

trad.

Signore vi ringrazio
della buona giornata che avete dato a me,
al mio papà, alla mia mamma
e ai miei fratelli.
A tutte quante le creature del mondo.
Ai buoni, ai cattivi, ai viandanti e ai poveri agonizzanti.
Signore la mia anima vi raccomando


Come si può notare si tratta di una preghiera semplice e bella che conserva intatta tutta la sua validità .

Bella anche l’estensione ai “cattivi”. È, contrariamente al solito,  soprattutto una preghiera di ringraziamento più che di “richiesta” . Il ringraziamento viene fatto non soltanto per la propria famiglia ma, con un che di francescano, viene fatto anche a nome di tutte le creature perciò anche degli animali.
Il riferimento ai viandanti testimonia di quanto un tempo fosse pericoloso il viaggiare. (Anche oggigiorno è pericoloso ma per altri motivi).
Il finale con il riferimento agli agonizzanti e l’ultima raccomandazione per la salvezza dell’anima testimonia della grande religiosità del passato.