Proverbi da aggiornare

PROVERBI DA AGGIORNARE

I proverbi sono stati definiti la saggezza dei popoli e spesso è vero. Ci sono proverbi veramente di grande saggezza come ad esempio:“E’ mej un bon d’acordi che ‘na bon’na sentenza”. (E’ meglio accordarsi anche non al meglio piuttosto che andare in giudizio). Per contro vi sono proverbi che risentono del tempo che passa e andrebbero aggiornati. Si diceva ad esempio: “Cme vala ? Acsì, acsì cme ‘l doni sensa marì”. Non è più così vero che le donne senza marito siano tanto in difficoltà.

Si diceva anche: “Ne cäld ne zel in stan mej in cel”. Nel senso che l’inverno e l’estate arrivano sempre anche se pure con ritardo. Quest’anno, a quanto sembra, “Il zél” sembra restare in cielo e così avremo un altro proverbio da aggiornare.

Ma “l’aggiornamento” che mi preme sottolineare è relativo al proverbio che recita: “A guardär la lon’na a s’ va int al fos”. A guardare la luna (in alto) si va nel fosso. Andrebbe aggiornato con la versione: “A guardär la lon’na ( o pr’aria) a s’ pista …..”. A guardare in alto si pestano cacche di cane. Le strade sono piene di queste porcherie che poi essiccano e diventano che il vento solleva e noi respiriamo. E’ uno spettacolo indegno di una città civile. Oltretutto di questo schifo non si può nemmeno dare la colpa agli extra comunitari. Possibile che le autorità civili e sanitarie non possano fare nulla?