Alfredo Zerbini

Poeta dialettale, Alfredo Zerbini (1895-1955), dopo Renzo Pezzani è il maggiore poeta dialettale della prima metà del Novecento parmense. Ferito e mutilato sul Carso nella guerra 1915- 18, nel dopoguerra fu tra i fondatori dell’Associazione Mutilati. Nelle ore libere dal lavoro Zerbini principiò fin da giovane a dare sfogo al suo estro poetico; e nella sua pittoresca soffitta “Ataca aj còpp” dei più antichi borghi dell’Oltretorrente, di cui era il figlio genuino e sincero, trovò l’ispirazione per le sue umanissime storie in rima. Alcune fra le sue composizioni vernacole, quali “La gòssa” e “La nona a l’ospedalén”, raggiunsero in breve una popolarità immensa, e la prima fu persino musicata e recitata dai cantastorie nelle fiere di paese. Nel volume “Sott’al Tòrri di Pavlot” è raccolta una antologia della sua produzione più varia, che va dal drammatico al comico, dal sentimentale al satirico. “La congiura di Fevdatäri” fa ormai testo nel suo genere; e le sue altre poesie sparse sui giornali o riviste testimoniano il sanguigno temperamento dell’uomo e il suo severo rigore stilistico. si ringrazia la casa editrice Battei per il messo di pubblicare contributi tratti dalle sue pubblicazioni

MANOSCRITTO ORIGINALE DI “AL SANGOV BLO” scritto a mano

 AL SANGOV BLO’  testo in word di  Alfredo Zerbini è una poesia originale mai pubblicata. Si tratta di una lirica dedicata personalmente a Jacopo Bocchialini e scritta a mano dal poeta nel 1946 su carta del 1600 in una unica copia che mi è stata data in cambio di pubblicazioni  dialettali  originali del Marchese Corradi Cervi (per gentile concessione di Giorgio Capelli) prime rime di Al sangov blo’: dal  Medioevo  i   lazarón   ca   näva      miga     vója  ad     lavorär    I  fèvon su fagott e salutè i  padrón  jàndèvo n  sòtta a  ilj ärmi   a  batagliär; Il guéri  alora al siv chi a jà moväva? Al Pèpa che al ghé  vräva  cmàndär  lù  ai  dan  d’limperator  che al s’arbechäva  par né pasär  da  povor   turlulù….

POESIE – AL NI -L’ASTRONOMIA    sono due e poesie di Zerbini, una molto buffa e l’altra di contenuto profondo, per dimostrare che il dialetto non è soltanto una lingua che serve a far ridere ma è una lingua veramente completa che permette di esprime pensieri e sentimenti di ogni genere. cliccare per i testi

L’educassion di Zerbini da questa divertente poesia, la Consulta per il dialetto, ha utilizzato n.10 termini per il QUIZ della la Gazzetta digitale GAZZAFUN Vero o falso? a cura di Giovanni Mori con la collaborazione di Giuseppe Mezzadri

na poesia inedita Dobbiamo alla gentilezza di Anna Poletti Zanella, parmigiana nata in via Imbriani, presidente dell’associazione “Nastro azzurro femminile” e della associazione culturale “Jean Baptiste Boudard”, figlia della mitica ostetrica Maria Godi e nipote del tipografo Ennio Godi, la possibilità di pubblicare la poesia inedita che segue. Poesia che il poeta Alfredo Zerbini, in occasione di una vacanza sul lago di Garda, invitato dal nonno Ennio, gli dedicò.

Al lagh ‘d Garda

L’è pran bel al lagh ‘d Garda
in sto gior’n ‘d primavera.
Mo che sit, mo guarda…guarda,
semmia in cel o semmia in tera?

AL LAGH ‘D GARDA cliccare per il testo completo della poesia

Al fazàn     rime scherzose per uno scherzo ad un collega

Alfredo Zerbini

da TUTTE LE POESIE – Luigi Battei – 19