Dialetto di Sala Baganza

CENTRO STUDI DELLA VALBAGANZA

Il Centro Studi della Val Baganza è stato istituito nel 1976 e ufficializzato poi con atto notarile nel 1985, per opera di don Antonio Moroni che ha pescato alcuni ingenui “esperti” di cose valbaganzesi o valbaganzane (da Sala Baganza, Felino, Calestano, Berceto, Terenzo e con frazioni e delegazioni di Parma) e li ha caricati della voglia di sanare i mali antichi della Valle, prima di tutto mettendone in pulita luce le peculiarità qualificanti. Lo strumento è stato Per la Val Baganza, il cui primo numero di 56 pagine ha visto la luce nell’estate 1977 ma che, poi, di anno in anno ha aumentato la consistenza fino a toccare le 664 pagine nel 1992 con il suo decimo numero. Dopo un’interruzione di tre anni, ha ripreso ad uscire nel 1996 e si presenta ora come È una corposa pubblicazione annuale che tratta di temi storici, artistici e di tutela ambientale valbaganzesi  (da Sala Baganza, Felino, Calestano, Berceto, Terenzo e con frazioni e delegazioni di Parma).  Quello del 2017 è il 32° numero e quello del 2018 è già in allestimento. Sono da tempo un estimatore di questa interessante pubblicazione perché da vari anni è oggetto di scambio tra me e l’amico Pietro Bonardi. Lui me ne dà una copia e io ricambio con una copia del Lunario parmigiano di Parma Nostra di cui sono uno degli autori. Quelle che seguono sono due pagine (allegate in PDF) estratte dalla pubblicazione del 2002 che parlano della Compagnia dialettale salese.

Accanto al “numero unico” si è andata sviluppando la catena dei cosiddetti “Quaderni” che sono per il momento fermi a quota 26, mentre, fuori collana, sono la monografia sul pittore Giovanni Gaspare Lanfranco, frutto della infinita sagacia e cultura artistica di Giovanni-Pietro Bernini, il tomo miscellaneo di Vittor Ugo Canetti su Felino: Capitoli dal passato e la monografia di autori vari Selva del Bocchetto – Zolle di storia.

Il Centro Studi ha inoltre promosso nel 1981 un riuscitissimo (nell’immediato) Convegno, a Calestano, sulla situazione idrica della Valle, a cui ne sono seguiti altri di minore risonanza immediata. E siccome i mediatori più efficaci della cultura rimangono pur sempre gli insegnanti, ecco la nascita dei Duepomeriggi: una proposta di aggiornamento loro rivolta (ma nessun altro è escluso) per due pomeriggi nel mese di settembre (nel 2016 è stata la 34ª edizione). Per dare continuità di presenza nelle case degli abitanti della Valle, dal 1995 va in onda il Valbaganzario o della Val Baganza il calendario che segnala (con sempre insicura sicurezza profetica) avvenimenti o iniziative (festaiole e culturali) che si dovrebbero concretizzare nei singoli centri della Valle nel corso dell’anno, rievoca fatti di cronaca di cent’anni prima, esibisce accattivanti reperti fotografici o pittorici e, a volte, ricettari scovati nella secolare sapienza gastronomica di stagionate massaie.

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COMPAGNIA-DIALETTALE-SALESE

 Quaderni

Altre pubblicazioni interessanti sono i “Quaderni” ad oggi arrivati al numero 26. Per gentile concessione del Centro Studi, pubblichiamo, dal quaderno n. 4, stampato nel  1985 dalla Tipolitotecnica  di Sala Baganza e avente per titolo VOCI E SORRISI DI POPOLO, varie pagine con proverbi, modi di dire, filastrocche e preghiere in dialetto illustrate dal bravissimo Francesco Soncini (Soncio).

La pubblicazione si apre con la seguente interessante premessa dal titolo “VECCHIE NOVITÀ” dopo di che abbiamo inserito la scansione (in PDF) di alcune pagine che permettono di ammirare, in particolare, i disegni di Soncio.

“Vecchie novità”

«Mo có dìt al sonèt?»: così la voce del popolo sorride mentre stacca la corrente al luminare che inizia il ballo delle parole nebbiose e grosse per dipingere di meriti e di destini il dialetto. Chi lo parla, il dialetto, non lo considera un mistero da rovistare colle lenti e col bisturi di scienze complicate: lo mastica semplicemente, come il pane; o lo respira, come l’aria: perché confondergli la vita con bordate di interrogativi o con gragnuole di ragionamenti infilati nel buio di ipotetiche certezze? Il magro ventaglio di penne sparse, strappate alla variopinta e mo­bile parlata dialettale, che rinfresca le pagine seguenti, osa pre­tendere di non contenere novità, ma solo di ripresentare voci già note nelle molte raccolte e nei forbiti studi sui dialetti del Parmense, colla schietta nudità della immediatezza, appena corretta e velata/svelata dal disegno innocentemente malizioso di Francesco Soncini. La fonte diretta di quasi tutti i testi qui illustrati, è l’inedito (esi­ste solo dattiloscritto) Vocabolario Salese-Italiano, compilato in due successive «edizioni», da alunni della Scuola Media «Ferdinando Maestri» di Sala Baganza, durante gli anni scolastici 1965-66 e 1966-67 (lumi più limpidi e vasti in Per la Val Baganza 77, pp. 24-25).

L’occasione per comporre i petali di questo ventaglio ha le radici nei «Duepomeriggi» (11 e 13 settembre 1985) che il Centro Studi della Val Baganza, a bordo delle iniziative del Comitato «Sala Baganza invita», offre agli Insegnanti per una piacevole e seria riflessione su «Dialetto: lingua morta e straniera?», e poi nel contributo da inventare per lo stand dedicato a «Lèggere la montagna», nei padiglioni di «Quota 600» (26-29 settembre 1985). Sono pochi esempi visualizzati di voci partite dal mondo frescamente espressivo della civiltà quasi priva di immagini, per un invito ad ascoltare, senza rimpianti, ma con onesto rispetto e qualche vantaggio (ognuno vi peschi quel che lo stuzzica), il «sale» sempre nuovo di esperienza (è troppo dire «saggezza»?) antica. Settembre 1985        II Centro Studi della Val Baganza

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Valbaganziario

È il Lunario che viene pubblicato ogni anno e contiene varie informazioni ma, in particolare per quest’anno, notizie ed episodi accaduti 100 anni fa. Il lunario del 2017, come si può vedere nell’esempio che segue, riporta fatti del 1917 quando ancora c’era una vita da guerra.

DAL VALBAGANZIARIO 2017 – 

Stranomario salese e Grammatica descrittiva

Tra le iniziative più significative svolte da Centro vi è la compilazione, per ora soltanto dattiloscritta, di uno Stranomario salese e di una grammatica descrittiva del dialetto salese. È stato un lavoro molto impegnativo che viene da lontano e che ha visto coinvolti anche i giovani studenti.