Francesco Soncini

Francesco Soncini e don Sergio Nadotti parroco di San Tommaso, un prete che amava il dialetto e l’arte, scomparso di recente

Sono molto in debito con Francesco Soncini perché mi ha sempre usato la gentilezza di eseguire bellissime vignette a corredo dei miei pezzi per la rubrica “Tuttaparma” della Gazzetta. Ha illustrato il miei libri “Pärma e Brazil” e “La nostra Parma” di cui  ha disegnato la bella copertina. Francesco, sempre con le sue preziose vignette, mi ha supportato anche nel sito “giuseppemezzadri.com.” che ormai è chiuso ma in compenso siccome sto lavorando al sito della Consulta per il dialetto parmigiano continuerò ad utilizzare le sue fantastiche vignette. Francesco è molto noto a Parma ma per chi ancora non lo conoscesse allego la sua autopresentazione che ha scritto per il sito.

Francesco nasce nel ‘35 a Parma. Uno degli ultimi “pramzàn dal sas”. Elementari, medie, Istituto Tecnico per ragionieri (per evitare il latino). Dopo quattro anni di sofferenze scolastiche si accorge che c’era incompatibilità fra lui e la burocrazia contabile. Passa all’Istituto d’Arte Paolo Toschi dove si diploma in scenotecnica in un anno, tre mesi e venti giorni. Lavora come cartografo e come disegnatore pubblicitario, meccanico ed edile sino ad arrivare, quasi per caso, all’abilitazione all’insegnamento. Insegnerà in scuole di ogni ordine e grado sempre facendo contemporaneamente il pittore e lo scrittore. Frequenta a Cinecittà un corso per aiuto regista diretto da “Luchino Visconti”. Lavora al “Il Vittorioso” dove conosce “Jacovitti”, “Landolfi” e “Caesar”. Tra le sue numerose iniziative per la scuola, i bambini, lo sport e la città, spicca la Presidenza del”Palio di Parma”. Per una decina d’anni ha dipinto i drappi per i premi, creato il manifesto, i simboli delle cinque porte; il gioco della Dama in costume; la Cena dei Capitani e la benedizione in Cattedrale dei Palii dipinti. Collabora con diversi giornali con illustrazioni, novelle e saggistica varia in special modo con la Gazzetta di Parma. Ha fatto diverse mostre e pubblicato libri di varie tematiche. Sposato con la pittrice Gianna Monti, ha due figlie e due nipoti.

 A questa stringata biografia voglio aggiungere uno stralcio del gennaio 2011 tratto dalla Gazzetta di Parma a firma (T.M.) credo si trattasse di Tiziano Marcheselli.

Francesco Soncini, noto come Soncio, gravita solitamente in strada Aurelio Saffi, tra l’Istituto «Don Gnocchi» e via Dalmazia: un piccolissimo mondo, nel quale l’estroso pittore e umorista si trova perfettamente a proprio agio anche perché è certamente una simpatica persona, così come sono simpatici e gradevoli i suoi disegni. Abbiamo un passato in comune, sia per quanto riguarda le mostre (gliene ho organizzata una, molto raffinata e coerente,  tanti anni fa alla galleria Giordani di strada Cairoli sul tema di Don Chisciotte, già inserita nel surrealismo, che Soncini ama moltissimo) sia per quanto concerne le storie a fumetti (gli avevo scritto i testi per uno strano personaggio, «Il ragioniere», che, quando portava fuori il gatto, sognava di essere fra le tigri del Borneo, ma aveva sempre una moglie concreta che lo riportava alla realtà. Poi, sulla Gazzetta, abbiamo pubblicato una rubrica di oroscopi, con personaggi conosciuti sempre ironici e semplici da capire. Insomma, una storia lunga una vita, anche se. l Soncio non ha fatto molte mostre, forse per pigrizia, forse perché ha bisogno di qualcuno che gli assegni i temi e che lo sostenga moralmente nell’organizzazione….

Aggiungo anche quanto nel 2011 scriveva Francesco Rossini: Soncini è componente attivo del comitato direttivo di Parma della società Dante Alighieri. Le illustrazioni dei volumetti annuali, contenenti i testi delle liriche inedite premiate nel concorso da noi realizzato a maggio di ogni anno, in occasione della “Giornata della Dante“, sono opere sue. Le spiritose vignette, tutte legate ai temi ogni volta da noi fissati, sono sempre ben centrate. Tutti noi del Comitato provinciale conosciamo il prof. Soncini e l’eccezionale qualità dell’insegnamento rivolto a numerosi alunni nelle scuole della nostra città, la riservatezza dei sentimenti familiari, l’opera di aiuto e di generosità, a livello di volontariato, svolta presso gli ospiti dell’istituto “Don Gnocchi“ di Parma, nonché l’appoggio dato a manifestazioni folcloristiche cittadine, quali “Il palio di Parma”.

 

Soncini è un grande disegnatore ma chi ha la fortuna di frequentarlo come è capitato a me, magari per il caffè del mattino,  ha il piacere di scambiare due parole con un gentiluomo che ha il potere di farti cominciare bene la giornata gustando l’ironia delle sue battute mai volgari e sempre positive.

Ne riporto alcune:

Qualche giorno fa, incontrandolo nel solito bar per il caffè del mattino, gli dissi: “Soncio, gh’ò bizzògna äd parlärot”. Rispose: “Tutti mi vogliono parlare e nisón che mi voglia ascoltare. E meno äd tutti me mojèRa ch’la pärla sémpor le”.

La battuta mi piacque e volendo segnarla nella mia agenda gli chiesi se avesse una penna. “Mi dispiace, sono implume”.

 Il suo matrimonio venne celebrato da don Dagnino. Il sacerdote, che aveva in confidenza i due giovani, commentò: “ A si do nózi in-t-un sach. Mo si tant cojón ch’a gh’é anca al cäz ch’a vaga tutt bén”. E, in effetti, così è stato.

Il fratello, attualmente parroco di San Secondo, da giovane correva in bici. Quando entrò in seminario organizzò una gita in bici. Nel ritorno presero un grande acquazzone. Arrivarono bagnati come pulcini. Facevano pena. Francesco che ha un’ironia che punge, li saluto con un “Sia lodato Gesù Cristo”. Il fratello lo guardò malissimo e disse: “Di ancòrra do paroli ch’a t’ dróv la pompa äd la biciclètta”.

La sposa

L’amico “Soncio”, artista dotato anche di gradevole ironia, si lamentava con il fratello sacerdote del ferreo controllo che subiva da parte della propria moglie. Questi gli disse che anche lui non era poi tanto libero perché, diceva: “Io ho sposato la Chiesa”“E’ vero che tu hai sposato la Chiesa”, ribattè il mio amico, “mo s’a t’ vè a ca tärdi la ne t’ bräva miga!”.

Quaresima

Soncio, come organizzatore del carnevale dei bambini, ricorda di avere chiesto a mons. Colli se poteva rimandare il carnevale alla domenica successiva, che era già quaresima, perché stava piovendo. Il vescovo lo guardò un attimo e poi disse: “Per te sarà quaresima, per i bambini no!”

 Soncini ha disegnato, per l’AVIS, varie e divertenti vignette con testi in dialetto allo scopo di incentivare  la donazione del sangue. Ne pubblichiamo una.

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