La grande alluvione

“Al 21 di settembre 1414 – era venerdì – incominciò in Parma dirottissima pioggia e nell’ora in cui la notte già toccava la vigilia del giorno tale scoppiò dalle squarciate nubi un fragore di tuono che più persone fuggenti per lo spavento si smarrirono e molte donne sconciaronsi. Alle ore dieci del sabato così grosso ribolliva ed impetuoso infuriava il torrente rotolando sassi e legname che ruppe con ispaventevole fragore il muro della città contro a S. Caterina per la lunghezza di oltre 120 braccia, entrò per quella breccia e rovesciò molte case, affogò una suora e molte altre persone e scorrendo sino a S. Maria Nuova per buona sorte atterrò le mura e dilagò ne’ circostanti campi. Senza di che sarebbe stato sommerso tutto il capo di Ponte – Oltretorrente Anche questa volta rovinò la muraglia da contro la chiesa del Carmelo; ed eziandio quella di essa chiesa ed entrò l’acqua in tutte le case da S. Marcellino, S. Brigida, S. Tiburzio, S. Pietro, S. Bartolomeo e S. Alessandro ed in quelle della piazza rovesciò le botti nelle cantine, guastò l’olio e gran quantità di mercanzia nelle botteghe. L’acqua erasi alzata in città da entrare nei forni di Porta Nuova e di Porta S. Croce e tanto ancora erasi ingrossato l’allagamento sulla strada maestra da S. Siro a S. Michele dall’Arco che niuno poteva uscir dalle case non solo a piedi ma ne manco a cavallo. Rovesciò anche il muro di Porta a Bologna e tutte le case e le molina di Ferrapecora e ne menò via il grano, il bestiame grosso e minuto e le masserizie. Uguali danni patirono le case del territorio lunghesso l’infuriato torrente”.

(Abate Giuseppe Pezzana)