La Famija Pramzàna

La Famija pramzana

Nata nel febbraio del 1947 la Famija Pramzana è una delle associazioni più storiche di Parma; ha sede nella Porta San Francesco, unica porta storica rimasta delle mura cittadine, in Viale Vittoria 6; il salone d’onore è intitolato a Pietro Barilla. La prima sede fu in via Al Duomo. E’ stata costituita come sintesi e garante delle tradizioni parmigiane, del dialetto,della maschera cittadina Al Dsèvod, dellaletteratura parmigiana, dei rapporti con i parmigiani all’estero, della solidarietà popolare. Sono stati soci della Famija poeti vernacoli come Renzo Pezzani che ne ha scritto l’inno ed il musicista Ildebrando Pizzetti che lo ha musicato. Altri soci illustri sono stati: Jacopo Bocchialini, Latino Barilli, Glauco Lombardi, Renata Tebaldi, Pietro Barilla, Ninetto Camattini, Luigi Vicini, Alfredo Zerbini. Un membro della Famija fa parte di diritto  della commissione comunale toponomastica. Sono soci onorari della Famija, per statuto, alcune autorità cittadine. Le principali attività della Famija Pramzana sono: “I giovedì culturali” che vedono frequenti incontri con intellettuali parmensi sui temi della città  e della cultura; la valorizzazione della “Biblioteca del dialetto parmigiano” nata dalla donazione dei propri 700 volumi alla Biblioteca Civica del Comune di Parma; l’assegnazione della “Scarpèta d’ora”, ogni anno, ad una persona che abbia dato onore alla città; la celebrazione della Festa del Patrono Sant’Ilario e di altri momenti tradizionali di Parma come “la Rugiada di San Giovanni”, il gioron di mort e Santa Lucia; la pubblicazione del giornalino “Al Pont ad mez” e di libri su Parma; il Concorso per poesie ed atti teatrali in vernacolo intitolato a Ubaldo Grassi, uno storico presidente; corsi di dialetto per vari livelli; attività nelle scuole sulle tradizioni e per il dialetto; rassegne di spettacoli teatrali in vernacolo con la Compagnia dialettale della Famija Pramzana; l’iniziativa “Al Cestén ad Nadal” per sostenere la solidarietà popolare; promozione e gestione della Maschera locale “Al Dsèvod” valorizzata non come figura carnevalesca, ma come espressione delle tipicità  e delle tradizioni parmigiane, gite e visite guidate. La Famija Pramzana è stata l’artefice, insieme ai promotori, della nascita a Parma della “Festa della storia” e della “Consulta del Dialetto parmigiano”; ha messo la propria sede a disposizione del gruppo folcloristico “Porta San Francesco” che più volte ha vinto l’annuale “Pallio di Parma” e dei giovani del liceo musicale Bertolucci. In particolare organizzando a maggio, con il sostegno di altre associazioni e di tutta la città, la manifestazione annuale “Maschere Italiane a Parma”, ha favorito, diventandone anche la sede nazionale, la costituzione del “Centro Nazionale di coordinamento delle Maschere Italiane” espressioni delle tradizioni e delle tipicità locali di tutta Italia. Oggi la Famija continua ad essere una Associazione di Promozione Sociale con personalità giuridica, con oltre 350 soci, fortemente inserita nella città, aperta ai giovani ed ai nuovi parmigiani che vogliono conoscere la storia, la cultura e le tradizioni locali; è un luogo di incontro e di socializzazione per anziani ed anche giovani interessati al passato, al presente ed al futuro della propria città. Parma, 2017.
Fiore all’occhiello della Famija Pramzàna è una manifestazione, nata nel 2012, dall’iniziativa della maschera parmigiana, al Dsevod (Maurizio Trapelli), che ha portato a Parma le maggiori maschere italiane offrendo ad ognuna, grazie ad una serie di eventi, la possibilità di conoscere e farsi conoscere dai parmigiani, che hanno gradito. Cliccare su link per notizie sulle maschere a Parma (link)

MASCHERE ITALIANE A PARMA -VELENZA CULTURALE