Aspetti storici

DIALETTI E DIALETTO PARMIGIANO di Eugenio Caggiati cliccare per il testo completo

È attuale e urgente, oggi, rafforzare la nostra identità culturale non per chiuderci nella nostra cosiddetta “parmigianità”, ma, come esige la realtà attuale, per rendere trasparente e comunicativa la nostra storia e rafforzare la cultura dell’accoglienza, per rendere più semplice l’integrazione, nella società multiculturale che sta nascendo, di quanti si dovranno inserire nella nostra società parmense

ANCHE IL DIALETTO E’ LINGUA cliccare per il testo completo

Questo pezzo tratto (ricerca G.Capelli) da un vecchio  numero del periodico della Famija pramzàna  “Al Pont ed Mez”, ci aiuta a comprendere meglio la storia e l’evoluzione del nostro dialetto. –  di seguito due brevi stralci:

«Nella vita menzognera ed orgogliosa delle corti, i dotti sdegnavano insieme col volgo anche la lingua di lui: forse il popolo non taque sempre, che anzi la satira, il lamento o l’ironia dovettero spes­so salire alle sue labbra: ma mancò chi del suo riso o del suo pianto si facesse l’interprete»  – Con riferimento ai nostri poeti del passato, si legge: A distoglierli da ogni eventuale velleità concorse da una parte l’esempio dei poeti di Corte forestieri e il favore che i Sovrani con­cedevano loro, dall’altra il timore delle critiche dei concittadini; e così venne a mancare una tradizione letteraria dialet­tale e si formò il pregiudizio della impoeticità del dialetto parmigiano.

NOBILITAZIONE DI UN DIALETTO. di Renzo Pezzani

Il vernacolo non è soltanto linguaggio rusticale di una contrada, ne è il colore e il carattere, l’immagine e il sale. È l’idioma domestico destinato a improntare per sempre sulle nostre labbra di inconfondibili flessioni e cadenze la lingua nazionale. E’ dunque esso una parte viva di noi che ci accompagna dal giorno che balbettiamo la prima parola all’attimo che in una parola esaltiamo l’ultimo respiro. Ed é sopratutto una ricchezza che è stolto respingere da noi perchè è della vita un’amorosa eredità materna… Cliccare per il testo

L’ODIERNA FUNZIONE DEL DIALETTO di Guido MIchelini –  Contributo del professore per gli incontri del Progetto LINGUA E CULTURA DI PARMA – Oggi viviamo in una società fortemente scolarizzata nella quale le persone delle generazioni più giovani sono in grado di esprimersi in italiano in qualsiasi situazione comunicativa. Per tale ragione il dialetto non è più indispensabile per la comunicazione linguistica e, di conseguenza, viene parlato sempre meno….cliccare per testo completo ODIERNA FUNZIONE DEL DIALETTO

IL PARMIGIANO NELL’ITALIA LINGUISTICA di D.Vitali-

Fin dalle sue origini, la glottologia divide i dialetti d’Italia in settentrionali, centrali, meridionali e meridionali estremi, e considera a parte quelli sardi, ladini e friulani: dal 1999, una legge dello Stato riconosce sardo, ladino e friulano come lingue da tutelare in base all’articolo 6 della Costituzione, “La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche”. Altre lingue protette dalla legge sono francese, franco-provenzale, occitano, tedesco, sloveno, albanese, greco, croato e catalano… Cliccare per il testo

DIALETTO E LINGUA di Giovanni Petrolini

La Consulta per il dialetto parmigiano ringrazia Giovanni Petrolini, professore di linguistica e dialettologia italiana della nostra Università, che ha tenuto la lezione di apertura del Corso di dialetto tenuto in Famija Pramzàna nel 2015. Si è trattato di un’ora e mezza di spiegazioni e citazioni puntuali ed approfondite. Riteniamo di fare cosa gradita agli appassionati della nostra parlata redigendone un riassunto seppure necessariamente non completo. … Cliccare per il testo

IL DIALETTO PARLATO – di Giovanni Mori

Con questo testo, scritto per gli eventi del progetto “Lingua e cultura di Parma” il prof. Giovanni Mori si prefigge, partendo dagli aspetti storici,  di dimostrare che parlare in dialetto è bello e non può più essere considerato un segno di ignoranza e di volgarità, tant’è che anche persone di elevata cultura non si vergognano di parlarlo….Cliccare per il testo