Vicolo Asdente

Il vicolo fu intitolato ad Asdente, perché questi fu popolarissimo fra le nostre genti. Il suo vero nome era Benvenuto. Era nato nel 1220 circa, abitava nella vicinanza di San Giacomo ed era calzolaio. Fornito di una smisurata dentatura assai mal composta, fu ironicamente chiamato lo “Sdentato” o “Asdente”. Era uomo senza lettere che tirava ad indovinare gli eventi. Pare che godesse di una certa fama più che municipale poiché Dante lo pose all’Inferno tra gl’indovini “… Vedi Asdente, che avere inteso al cuoio e allo spago ora vorrebbe, ma tardi si pente”. (Canto XX, Inferno)

Si ha memoria che nel 1250 questo vicolo fosse chiamato Borgo Pantaleone.

(da G. Sitti, Parma nel nome delle sue strade, Parma 1929)

Borgo Marodolo

Anche i conoscitori delle cose antiche della nostra città, non sanno spiegarsi la vera origine del nome di questo borgo. Alcuni ritengono che sia stato denominato così perché proveniente dalla famiglia Maroldi, nella quale eravi un Tommaso, ricordato in un rogito esistente nell’Archivio pubblico del 5marzo 1412 del notaio Giovanni da San Leonardo. Eravi pure una famiglia Marodi datata dal Pezzana nel tomo V della sua storia di Parma. Nel 1518 questo borgo è ricordato in un rogito di Galeazzo Piazza, ed era chiamato Burgo de laMarota; ed ancora il 19 novembre 1539 in un rogito di Antonio Cerati era appellato Burgo Marode.

(da G. Sitti, Parma nel nome delle sue strade, Parma, 1929, pag. 119- 120).

Borgo delle Colonne

Si suppone che questo borgo traesse il nome dalle colonne dei Portici che esistono ancora. Questa denominazione è antichissima apparendo tale fin dal 1516 come ne fa menzione la cronaca di Leone Smagliati apposta sotto la data del primo giugno di quell’anno. Nel 1772 i proprietari delle case di questo borgo, per ragioni di ordine pubblico, chiedevano al Comune la chiusura dei portici delle loro case ma, contrariamente al parere favorevole della Congregazione degli Edili, la domanda non venne accolta dal Comune e la chiusura non si effettuò.

(da 35 anni, il meglio del Lunario parmigiano)

Anniversario dei moti insurrezionali in Parma

Il 22 luglio 1854 è l’anniversario dei moti insurrezionali in Parma. Nella Ducale Cittadella, Enrico Mattey ferito e morente non potendosi reggere sui piedi, venne fucilato su la barella in cui giaceva. Vennero pure fucilati: Marco Bacchini, Baldassarre Poli, Carlo Guellio, Cirillo Adorni, Luigi Facconi, Pietro Bompani, Davide Franzoni, Alessandro Borghini. Altri 18 cittadini vennero uccisi dai soldati durante i moti.

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Apertura del Teatro Regio

Il 16 maggio 1829 venne inaugurato il Teatro Regio, la cui costruzione era iniziata l’anno 1821 sull’area del soppresso monastero di S. Alessandro. E quì aggiungiamo che il Reinach fu aperto il 2 maggio 1871. Quanto al Farnesiano, diremo che venne aperto l’anno 1628 in occasione delle nozze di Odoardo Farnese, V Duca con Margherita De’Medici, figlia di Cosimo II Granduca di Toscana.

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La prima auto a Parma

Ecco come viene ricordato da Guido Battelli l’avvenimento su Crisopoli, rivista del Comune, nel 1935: “dev’essere stata una mattina del 1889 o del 1890, che i buoni parmigiani lessero sulle cantonate il manifesto annunciante per le due pomeridiane di quel giorno l’arrivo della prima carrozza-automobile. Si raccomandava alla gente di lasciar sgombro il cammino da porta S. Michele a porta S. Croce e di tenere per mano i ragazzi, perché la carrozza-automobile avrebbe attraversato la città con la velocità spaventevole di quindici chilometri all’ora”.

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Coltivazione del riso a Parma

Si legge dal verbale della riunione della Giunta comunale di San Pancrazio del 27 maggio 1877:
“Il Sindaco presenta e dà lettura alla Giunta della nota prefettizia in data 17 maggio n.4769 Div-1° nella quale, nel comunicare il provvedimento dato dal Consiglio provinciale sanitario in ordine alla reclamata abolizione per parte di alcuni proprietari abitanti in questo comune delle risaie esistenti nelle ville di Fraore, Eia, Roncopascolo, invita detto Sindaco a disporre, tra l’altro, perché sia praticata una rigorosa visita a tutte le risaie esistenti nelle ville suddette per constatare se esistono le condizioni o meno volute dalla legge e regolamento vigente sulla coltivazione del riso. Udita la lettura, la Giunta dà incarico all’ingegnere civile di Parma Sig.Terzi Prof. Dott. Angelo a praticare una rigorosa visita a tutte le risaie esistenti nelle ville di Fraore, Eia e Roncopascolo se si trovano o meno nelle condizioni previste dalla legge sulla coltivazione del riso. Firmato il sindaco Orlandi, l’Assessore Anziano Oppici e il Segretario Ferrari.

(Ricerca di Carlo Montali)

Beata Eugenia Picco

Nella Parma di fine Ottocento, Eugenia Picco – che recentemente venne proclamata Beata in San Pietro da Papa Giovanni Paolo II – profonde tesori di carità evangelica con l’esempio austero di una specchiatissima esistenza tutta spesa nella carità. Suor Eugenia arriva a Parma quando vi operano e spiccano per pietà e azione Andrea Ferrari, Guido Maria Conforti, Agostino Chieppi, Anna Maria Adorni, Lucrezia Zileri, Lino Maupas, Carlo Maria Baratta. Diresse per oltre 10 anni la congregazione delle Piccole Figlie.

(tratto da 35 anni, il meglio del Lunario parmigiano)

Iniziative della Consulta per il dialetto

È il libro dei sogni della Consulta…. clicca qui INIZIATIVE

I° incontro del Progetto “Lingua e cultura di Parma” – Parma Nostra, presso la sede della Croce Rossa di Parma, il 7 giugno scorso, ha organizzato il primo incontro del progetto “Lingua e cultura di Parma”. Il progetto è nato da una intuizione/suggerimento del prof. Giovanni Mori, e si pensa possa essere il primo di una serie, si prefigge lo scopo di dimostrare che è bello parlare in dialetto e che anche persone di cultura elevata non si vergognano di parlarlo….cliccare per il testo completo PROGETTO LINGUA E CULTURA DI PARMA