Borgo delle Colonne

Si suppone che questo borgo traesse il nome dalle colonne dei Portici che esistono ancora. Questa denominazione è antichissima apparendo tale fin dal 1516 come ne fa menzione la cronaca di Leone Smagliati apposta sotto la data del primo giugno di quell’anno. Nel 1772 i proprietari delle case di questo borgo, per ragioni di ordine pubblico, chiedevano al Comune la chiusura dei portici delle loro case ma, contrariamente al parere favorevole della Congregazione degli Edili, la domanda non venne accolta dal Comune e la chiusura non si effettuò.

(da 35 anni, il meglio del Lunario parmigiano)

Anniversario dei moti insurrezionali in Parma

Il 22 luglio 1854 è l’anniversario dei moti insurrezionali in Parma. Nella Ducale Cittadella, Enrico Mattey ferito e morente non potendosi reggere sui piedi, venne fucilato su la barella in cui giaceva. Vennero pure fucilati: Marco Bacchini, Baldassarre Poli, Carlo Guellio, Cirillo Adorni, Luigi Facconi, Pietro Bompani, Davide Franzoni, Alessandro Borghini. Altri 18 cittadini vennero uccisi dai soldati durante i moti.

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Apertura del Teatro Regio

Il 16 maggio 1829 venne inaugurato il Teatro Regio, la cui costruzione era iniziata l’anno 1821 sull’area del soppresso monastero di S. Alessandro. E quì aggiungiamo che il Reinach fu aperto il 2 maggio 1871. Quanto al Farnesiano, diremo che venne aperto l’anno 1628 in occasione delle nozze di Odoardo Farnese, V Duca con Margherita De’Medici, figlia di Cosimo II Granduca di Toscana.

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La prima auto a Parma

Ecco come viene ricordato da Guido Battelli l’avvenimento su Crisopoli, rivista del Comune, nel 1935: “dev’essere stata una mattina del 1889 o del 1890, che i buoni parmigiani lessero sulle cantonate il manifesto annunciante per le due pomeridiane di quel giorno l’arrivo della prima carrozza-automobile. Si raccomandava alla gente di lasciar sgombro il cammino da porta S. Michele a porta S. Croce e di tenere per mano i ragazzi, perché la carrozza-automobile avrebbe attraversato la città con la velocità spaventevole di quindici chilometri all’ora”.

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Coltivazione del riso a Parma

Si legge dal verbale della riunione della Giunta comunale di San Pancrazio del 27 maggio 1877:
“Il Sindaco presenta e dà lettura alla Giunta della nota prefettizia in data 17 maggio n.4769 Div-1° nella quale, nel comunicare il provvedimento dato dal Consiglio provinciale sanitario in ordine alla reclamata abolizione per parte di alcuni proprietari abitanti in questo comune delle risaie esistenti nelle ville di Fraore, Eia, Roncopascolo, invita detto Sindaco a disporre, tra l’altro, perché sia praticata una rigorosa visita a tutte le risaie esistenti nelle ville suddette per constatare se esistono le condizioni o meno volute dalla legge e regolamento vigente sulla coltivazione del riso. Udita la lettura, la Giunta dà incarico all’ingegnere civile di Parma Sig.Terzi Prof. Dott. Angelo a praticare una rigorosa visita a tutte le risaie esistenti nelle ville di Fraore, Eia e Roncopascolo se si trovano o meno nelle condizioni previste dalla legge sulla coltivazione del riso. Firmato il sindaco Orlandi, l’Assessore Anziano Oppici e il Segretario Ferrari.

(Ricerca di Carlo Montali)

Beata Eugenia Picco

Nella Parma di fine Ottocento, Eugenia Picco – che recentemente venne proclamata Beata in San Pietro da Papa Giovanni Paolo II – profonde tesori di carità evangelica con l’esempio austero di una specchiatissima esistenza tutta spesa nella carità. Suor Eugenia arriva a Parma quando vi operano e spiccano per pietà e azione Andrea Ferrari, Guido Maria Conforti, Agostino Chieppi, Anna Maria Adorni, Lucrezia Zileri, Lino Maupas, Carlo Maria Baratta. Diresse per oltre 10 anni la congregazione delle Piccole Figlie.

(tratto da 35 anni, il meglio del Lunario parmigiano)

Al Portón äd San Lazor

Fuori porta San Michele esisteva un borgo chiamato di San Gilio o Sant’Egidio a capo del quale eravi una porta detta Pegolotta a cavalcioni della via Emilia. Questa porta fu rasa al suolo con tutto il borgo nel 1546 in occasione della “tagliata” voluta da Pier Luigi Farnese per ragioni militari. In quella stessa zona quasi un secolo dopo, nel 1628, sarebbe stato eretto un arco trionfale per festeggiare il solenne ingresso in Parma di Margherita De’ Medici, novella sposa di Odoardo Farnese….

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